lunedì 29 gennaio 2024

L’essere umano come opera ingegneristica

 
Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia avanza con rapidità impressionante.
 
I sistemi robotici diventano ogni anno più sofisticati, capaci di apprendere, adattarsi, svolgere compiti complessi con un grado crescente di autonomia.
 
Non è irragionevole pensare che molte attività oggi svolte dall’uomo possano essere presto e progressivamente affidate
alle macchine.
 
Gli ingegneri lavorano con determinazione per ridurre il divario tra intelligenza biologica e artificiale.
 
I risultati sono sotto gli occhi di tutti, con il rilascio di robot dalle capacità sorprendenti.
 
Osserviamo con entusiasmo l’evoluzione delle macchine, ma questa sera vi invito a rivolgere lo stesso sguardo analitico verso l’organismo umano.
 
Se lo consideriamo con criteri ingegneristici, emergono elementi che meritano una riflessione attenta, suscitando pura meraviglia.
 
Analizziamo nel dettaglio.
 
Lo scheletro costituisce una struttura portante straordinariamente efficiente: sostiene il peso del corpo, protegge organi vitali e permette un’ampia gamma di movimenti attraverso articolazioni progettate per combinare stabilità e flessibilità. I muscoli, collegati a questa intelaiatura, trasformano segnali elettrici in forza meccanica con una precisione e una modulazione che qualsiasi sistema artificiale fatica a eguagliare.
 
Il cervello svolge la funzione di centro di controllo. Coordina azioni, regola funzioni vitali, elabora informazioni sensoriali e prende decisioni in tempi rapidissimi. Il sistema nervoso agisce come una rete di comunicazione capillare, trasmettendo impulsi tra periferia e centro con continuità e affidabilità. 
 
Ogni movimento, ogni percezione, ogni adattamento passa attraverso questa infrastruttura invisibile ma essenziale.
 
Dal punto di vista energetico, il metabolismo rappresenta un sistema di conversione estremamente efficiente. I nutrienti vengono trasformati in energia chimica utilizzabile dalle cellule, garantendo operatività costante. 
 
Il corpo mantiene la propria temperatura attraverso meccanismi di regolazione automatica, adattandosi alle condizioni ambientali. 
 
La pelle, oltre a fungere da rivestimento protettivo, è una barriera intelligente che partecipa alla difesa immunitaria e possiede capacità di autoriparazione.
 
Se spostiamo l’attenzione sul piano informazionale, il DNA contiene le istruzioni fondamentali per la costruzione e il funzionamento dell’organismo. 
 
Non si tratta di un archivio statico: le informazioni vengono attivate o silenziate in base alle necessità. 
 
Il cervello, attraverso l’esperienza, modifica le proprie connessioni interne; apprende, si adatta, riorganizza circuiti. 
 
La memoria non è una semplice registrazione, ma un processo dinamico che integra passato e presente.
 
L’efficienza complessiva è notevole.
 
Con un consumo energetico relativamente contenuto (circa 20 watt, potenza media istantanea a riposo), l’organismo mantiene funzioni complesse per decenni.
 
Esistono sistemi di ridondanza, come la presenza di organi doppi, che consentono di tollerare danni parziali. Il sangue coagula per limitare le perdite; il sistema immunitario riconosce e neutralizza agenti esterni, sviluppando memoria delle minacce incontrate.
 
Diversi meccanismi fisiologici compensano squilibri e mantengono l’omeostasi.
 
Non meno significativa è la capacità di autoriparazione. I tessuti possono rigenerarsi; le ossa si rimodellano in risposta agli stimoli meccanici; il sistema nervoso mostra una sorprendente plasticità.
In ambito ingegneristico, creare materiali o sistemi capaci di ripararsi autonomamente è ancora una sfida avanzata.
 
Infine, il sistema sensoriale consente un’interazione costante con l’ambiente.
 
La luce viene trasformata in impulsi nervosi, le molecole chimiche vengono riconosciute come odori e sapori, pressione e temperatura vengono rilevate in tempo reale, l’equilibrio è continuamente monitorato.
 
Tutte queste informazioni vengono integrate dal cervello in un’unica esperienza coerente.
Osservato nel suo insieme, l’essere umano appare come un sistema integrato di straordinaria complessità, in cui struttura, energia, informazione e adattamento cooperano in modo continuo.
 
Ognuno può trarre le proprie conclusioni.
 
Ciò che è certo è che un’analisi attenta non può ignorare il livello di organizzazione e coerenza funzionale che caratterizza questo sistema.
 
Che tutto questo sia caso, frutto di evoluzione, a voi la scelta.
 
Io propendo assolutamente per la creazione.
 
 
Gianluca D'Amico, pubblicato su Infotecnologie Club, 13/02/2026.
 
 


 

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